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Piccola ballerina tra le stelle, figlia della Luna e sposa del Vento.
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La cioccolata, il mio gatto, le serate autunnali e le fredde mattine invernali, i cieli tempestosi, i film di fantasmi , passare ore e ore nelle librerie, collezionare mazzi di tarocchi, la danza orientale, i quadri preraffaeliti, l'arte medievale e rinascimentale, il paganesimo e la mitologia, libri e film indiani, le leggende, le lingue straniere, i tatuaggi, ascoltare il vento tra gli alberi
Odio
L'ipocrisia, il bigottismo, la superficialità, l'ignoranza, la cattiveria gratuita, l'arroganza. Non sopporto il pressapochismo e chi ragiona a compartimenti stagni.
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"Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint-Exupéry, i libri di Isabel Allende, la letteratura indiana, i libri di Marion Zimmer Bradley, i libri di Anne Rice, "Memorie di una geisha" di Arthur Golden, "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafon, "Il risveglio della Dea" di Vicki Noble, "La danza a spirale" di Starhawk, "I Mabinogion" di Evangeline Walton,le poesie di Emily Dickinson, "Cime tempestose" di E. Bronte, le poesie dei poeti maledetti, le opere di Shakespeare e tanti tanti altri.
Musica
Qualsiasi cosa mi trasmetta emozioni, non mi do etichette...tutto quello che mi fa stare bene e si adatta al mio stato d'animo del momento. Musica eterea, celtica, orientale ma anche metal e rock.
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domenica, 11 maggio 2008

Sto attualmente leggendo "Dracula" di Bram Stoker...vecchie passioni tornano a galla...

E rieccomi nella foresta sepolta dal ricordo. Rieccomi a seguire i tuoi passi che riecheggianno tra queste antiche e remote cattedrali di alberi, tutt'uno col colore dell'alba, avvolta da quella dolce nebbia di magia e mistero che tanto amo, che tanto fa parte della mia terra. Ogni tanto la voce si spezza, si fa improvvisamente silente, si limita a un sussurro perso nel vento ma non mi sono mai stancata di chiamarti, di gridare il tuo impronunciabile nome.

Traccio segni di amore e morte sulla pietra per scolpire la mia infinita cerca nell'eternità della ruota che come una spirale di sogni e tormenti continua a girare, a farci danzare al suono della sua dolceamara melodia fatata.
Credevo di essere cambiata, sai? Eppure la mia meta rimane sempre la stessa, eppure il vento continua a chiamarmi e a ricordarmi chi sono. Nel sangue scorre sempre la stessa certezza ed è impossibile ignorare ciò che la carne e le ossa ti dicono.

E' difficile far comprendere agli altri il perchè di questo stato d'essere, il perchè di questa cieca devozione senza sbocco. Ma continuo a inginocchiarmi al nostro altare di marmo, sotto lo sguardo di angeli scolpiti nella pietra, accarezzata dal canto dei nostri Dei, molto più veri e antichi. In attesa del nostro rito, in attesa di celebrare il Ritorno.

postato da: -Elbereth- alle ore 15:47 | Permalink | commenti (21)
categoria:seta nera
sabato, 24 novembre 2007

In questi ultimi giorni, sarà stata la pioggia, mi sono sentita particolarmente malinconica e pensierosa. Mi rendo conto di quanto inutile sia continuare a rimuginare su ciò che potrebbe essere e che non è, su ciò che si vorrebbe avere e che non si ha. E' come una droga per veri masochisti. Continuare a sperare e vedere ciò che desideri un giorno a pochi centimetri di distanza e un giorno lontano mille miglia. Un giorno ti senti il cuore che scoppia di speranza e il giorno dopo ti senti a terra e completamente disilluso. Mi chiedo se  sia meglio il tormento o la vuota indifferenza. Meglio continuare a illudersi o seppellire per sempre quei semi mai fioriti? Lasciarli marcire aspettando che pian piano si dissolvano, scompaiano nell'oblio? Soffrire fa male ma il vuoto forzato lo fa ancora di più. E ancora più triste è quando ciò avviene incosapevolmente, come un'autodifesa silenziosa che cancella ogni speranza, ogni battito di cuore. Ma sepolto qualcosa continua testardamente a bruciare e stranamente viene alla luce solo nel buio della notte, nei sogni più irrequieti e rivelatori. E svegliarsi con ancora quel calore fittizio sulle labbra fa male, terribilmente male.

postato da: -Elbereth- alle ore 16:41 | Permalink | commenti (4)
categoria:seta nera
domenica, 24 giugno 2007

"Assuefatta agli aspetti più sereni, si rivolgeva a quelli più drammatici. Amava il mare solo quando era in tempesta e il verde solo quando ricopriva le rovine. Doveva poter ricavare dalle cose una specie di profitto personale; respingeva come inutile quanto non contribuiva immediatamente a saziare la voracità del suo cuore, aveva un temperamento più sentimentale che artistico, voleva emozioni e non paesaggi." (Madame Bovary, Gustave Flaubert)

Riaffiorano vecchie ninnananne, riemergono antichi desideri...

La notte partorisce strani fantasmi. Surreali fiori sbocciano nell'oscurità. E io mi perdo nell'arte di rievocare favole sepolte sotto macerie di illusioni smembrate.

Il sentiero d'alabastro brilla come un diamante nero baciato dalla luna. Mi pare di sentire le tue mani cercare le mie, mi pare di sentire il tuo respiro che si fonde con i miei capelli ma i lineamenti del tuo volto si perdono tra le costellazioni e la tua voce vibra impalpabile come nebbia d'inverno. Non importa dove o quando. Non importa se e perchè. I miei passi continuano a succedersi leggeri ma sicuri, tra rovi e rose bianche, incoronata di spine e gemme di rugiada. L'oceano di certezze diventa sempre più nero, sempre più profondo, sempre più incantatore. Non si può ignorare il suo richiamo, non si può affogare quella scintilla di sacrale eternità.

Giunge l'alba e nasce il desiderio di inginocchiarsi su altari di pietra in cattedrali di alberi. Il canto di lugubri uccelli come musica sacra per accompagnare la silenziosa marcia del mio cuore verso vellutati deserti di devozione e profane danze dal colore sanguigno. Il tintinnìo delle catene diventa un etereo sottofondo che risveglia la terra ancora gelata dalla notte, che nutre il mio cuore con nuovi rivoli di nettare, con nuove lucenti visioni. Aurore di passione e lacrime di opale per chi ha ancora la fronte ardente, per chi ancora si lascia avvolgere da corde di seta e baci di eternità.

postato da: -Elbereth- alle ore 18:40 | Permalink | commenti (13)
categoria:seta nera
martedì, 29 agosto 2006

La notte è troppo corta, un piccolo lenzuolo stellato a separarmi dall'inferno urlato dalla luce del giorno. Un debole rifugio in cui sprofondare per non sentire le angoscie, le mancanze, i silenzi. Eppure inevitabilmente  il sonno diventa giardino notturno in cui sbocciano ansie e paure. Si mimetizzano nel buio ombre di ricordi lontani, fantasmi di incerti bivi futuri.

E mi manca sentire la carezza della notte sulla pelle. Mi manca avvertirla di velluto e incenso. Mi manca l'odore dell'amore, mi mancano le ore che sembrano non finire mai...quando si è felici. Mi manca sentirmi fiore purpureo, mi manca il bacio che mette a tacere ogni paura, ogni preoccupazione. Perchè esiste solo la notte, quella notte di vita e passione, tenerezza e infinito. Mi manca che esista solo Lui...mi manca sapere che esisto solo Io.

Rivoglio la notte...di seta e luna, diamante dorato in un cielo nero di vita.

(foto @ http://littlemewhatever.deviantart.com)

postato da: -Elbereth- alle ore 19:25 | Permalink | commenti (15)
categoria:seta nera
venerdì, 25 agosto 2006

Se avessi dovuto riaprire il blog una volta trovata la pace interiore, avreste dovuto aspettare per l'eternità. E in fondo scrivere aiuta a scaricare i nervi. Per quanto fusi già siano.

Mi sento inghiottita dal delirio quotidiano del lavoro. Una noia mortale quando non è una maratona infinita di cose da fare. Per fortuna è solo uno stage. Non reggerei una cosa così tutta la vita, non mi piace come mi trattano e non mi piace come mi sento quando sono lì. Per fortuna è venerdì...intanto penso a progetti diversi per il futuro, nonostante appaiano alquanto ardui da realizzare.

E continuo a immaginare di ritrovarmi in situazioni strane, tra il noir e il sexy. Mi frullano per la testa strani flash, strane fantasie rarefatte nelle quali probabilmente non mi ritroverò mai. E tra tutti gli impegni quotidiani tendo a dimenticare quel fuoco che ancora brucia sotto le ceneri del mio cuore, quell'impulso tra il sacro e il profano che mi spingerebbe a cercare calore tra forti braccia sconosciute o meglio, non ancora conosciute. Perchè in fondo ho la sindrome della geisha, in fondo non voglio altro che offire la mia devozione a chi se la merita...una lama a doppio taglio, quanto sangue e quante lacrime ha già fatto sgorgare...ma la passione è recidiva, e io continuo a caderci dentro.

postato da: -Elbereth- alle ore 19:42 | Permalink | commenti (21)
categoria:seta nera