E' un periodo strano, di transizione, di immobilità forzata e non mi piace. Sotto la melma giace un vulcano e si fa strada un sentimento di confusione, di irrequietezza. Ho voglia di starmene da sola, di non pensare a niente, ma allo stesso tempo ho voglia di fare, di impegnarmi in tante cose in modo da non avere il tempo di fermarmi a riflettere. Ho voglia di conoscere persone completamente nuove e stare alla larga da persone che conosco e che mi ricordano cose poco piacevoli. Mi rendo conto che dall'esterno posso sembrare strana, lunatica, ma queste persone non sanno tutta la marea di pensieri e sentimenti che mi passano per la testa. E poi ho un po' di preoccupazioni familiari, insomma, un periodo non proprio brillante. Per questo cerco di riprendere in mano i fili della mia spiritualità, cerco di rimanere ben salda all'ancora della mia anima, un'ancora che va sempre più a fondo negli abissi della natura, dei misteri, ed è pronta a farsi trasportare da nuove correnti, per approdare a nuove terre, qualunque luogo mi possa donare saggezza e illuminazione.
A questo proposito, ho deciso di dedicare maggiore spazio a determinati argomenti su questo mio piccolo blog che mi è tanto caro, anche grazie a voi che mi leggete e che mi date tanto affetto e ispirazione.
Vi riporto delle parole molto belle tratte dal bellissimo libro "Passaggio ad Avalon" di Jean Shinola Boden. Spero vi piaceranno. E passerò a trovarvi al più presto. Ho il pc rotto e riesco ad usare poco il portatile. Un grande abbraccio a tutti!

Una donna non deve diventare una madre biologica per poter essere iniziata agli aspetti materni della Dea; questi sopravvivono incarnati nella sua natura materna e femminile, mediante la quale vive la propria affinità con le altre donne, gli animali, e con la natura. La sua psiche risiede nel suo corpo e la sua saggezza nasce dall'istintiva conoscenza di ciò che deve fare con le mani e con il corpo per calmare, confortare o farsi carico di una situazione che evochi in lei questo talento. [...] Sa reagire con un'autorità materna che gli altri istintivamente riconoscono. Quando la donna si fa carico di tutto ciò che deve essere fatto, si ha l'avvento della Madre.[...]
Una donna può istintivamente fornire ad altri uno psicologico grembo materno.[...]
Così come una donna può abdicare al proprio corpo e farsi contenitore durante la gravidanza, le donne medium possono, in qualche modo alquanto simile e invisibile, trasformarsi nel calice attraverso cui emerge la coscienza. Le sibille, l'oracolo di Delfi, e le Indiane d'America che sognavano per la loro comunità, facevano proprio questo.
Da qualche parte, in fondo all'anima, noi donne ricordiamo un'epoca in cui la divinità era chiamata Dea e Madre. Quando veniamo iniziate ai misteri della donna scopriamo allora di essere portatrici del sacro calice, scopriamo che è attraverso di noi che il Graal riappare.


