A volte penso che il mio destino sia davvero quello di un essere fatato intrappolato in un mondo di umani. Incompresa, sempre sospesa tra il passato e il futuro ma troppo sfuggente per vivere il presente. E' triste dover spesso parlare con persone che sono cieche ma non ne sono consapevoli. E ancora più triste è il dover fingere di essere come loro per non destare scandalo. Ma la ribellione e l'insofferenza si fanno sempre più strada nelle mie vene e non appena loro girano lo sguardo, ecco che le mie belle ali di vento e rugiada riappaiono sulla schiena per ricordarmi chi sono e farmi volare lontano dalle loro ipocrisie. So che è solo una situazione temporanea, so che purtroppo ora è così ma non lo sarà per sempre, eppure ci sono giorni in cui la frustrazione prende il sopravvento e vorrei solo correre lontano, in un paese senza nome dove io possa essere solo me stessa.
E tu? Tu non batti ciglio. Potrei dirti le cose più sconvolgenti su quello che provo e tu scapperesti, lo so già. E allora sto zitta e continuiamo a far finta che tutto questo non esista, che io non esista. Che tutto sia solo l'incessante scorrere di un fiume che non porta da nessuna parte. E se per te va bene così, io non ci posso far niente. Aspetto solo che si affacci nella mia vita qualcuno che mi faccia dimenticare il tuo sorriso. Prima o poi succederà e forse allora riuscirò finalmente a togliermi questa vena di malinconia dal cuore.

categoria:malinconie di crepuscolo





