Tutto di me



Piccola ballerina tra le stelle, figlia della Luna e sposa del Vento.
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La cioccolata, il mio gatto, le serate autunnali e le fredde mattine invernali, i cieli tempestosi, i film di fantasmi , passare ore e ore nelle librerie, collezionare mazzi di tarocchi, la danza orientale, i quadri preraffaeliti, l'arte medievale e rinascimentale, il paganesimo e la mitologia, libri e film indiani, le leggende, le lingue straniere, i tatuaggi, ascoltare il vento tra gli alberi
Odio
L'ipocrisia, il bigottismo, la superficialità, l'ignoranza, la cattiveria gratuita, l'arroganza. Non sopporto il pressapochismo e chi ragiona a compartimenti stagni.
Libri


"Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint-Exupéry, i libri di Isabel Allende, la letteratura indiana, i libri di Marion Zimmer Bradley, i libri di Anne Rice, "Memorie di una geisha" di Arthur Golden, "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafon, "Il risveglio della Dea" di Vicki Noble, "La danza a spirale" di Starhawk, "I Mabinogion" di Evangeline Walton,le poesie di Emily Dickinson, "Cime tempestose" di E. Bronte, le poesie dei poeti maledetti, le opere di Shakespeare e tanti tanti altri.
Musica
Qualsiasi cosa mi trasmetta emozioni, non mi do etichette...tutto quello che mi fa stare bene e si adatta al mio stato d'animo del momento. Musica eterea, celtica, orientale ma anche metal e rock.
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mercoledì, 31 ottobre 2007
A volte mi sembra tutto una trappola. Mi chiedo se si finisce sempre e comunque per farsi male. Se vale la pena seguire il proprio instabile istinto e farsi tante piccole cicatrici da soli, tagli che nessun altro può vedere o rammendare con un bacio.
Un momento c'è il sole e il momento dopo piove a catinelle sulla pelle nuda e fredda. Poi ritorna un tiepido raggio a illuminare il mare in tempesta e sembra che il vuoto si sia un pochino allontanato, la voragine un po' rimpicciolita. E si spera che pian piano col tempo si riesca quasi a richiuderla. Ma è meglio non pensarci, anzi, meglio smetterla di pensare del tutto quando si è in questo stato d'animo e di salute.
 
Mi rifugio sotto le coperte, col mio gatto che dorme beato ai piedi del letto. Come vorrei poter dormire innocente e felice come lui. Col cuore sazio e spensierato, per una volta nella vita. Domani è Samhain e un altro giro di ruota volge al termine, una nuova fase comincia...chissà dove mi porterà, chissà se mi fara muovere di qualche millimetro dal punto in cui mi trovo oggi. Forse solo io posso smuovere questo macigno, forse solo io posso liberare la mia anima o dannarla per sempre. A volte i due pesi della bilancia sembrano talmente uguali. Basta un soffio di vento per passare dal paradiso all'inferno e rimanere immobili è allo stesso tempo confortante e insopportabile. 
 
postato da: -Elbereth- alle ore 00:50 | Permalink | commenti (11)
categoria:malinconie di crepuscolo
venerdì, 12 ottobre 2007

In queste ultime settimane non ho avuto molta voglia di scrivere e soprattutto di guardarmi dentro. Troppe sensazioni contrastanti si accavallano nel mio cuore, troppe sfumature a cui non so dare un nome. Negli ultimi mesi la mia vita ha subito diversi cambiamenti e mi sono ritrovata ad affrontare situazioni completamente nuove, sia dal punto di vista lavorativo che emotivo. E mentre le cose attorno a me cambiano, ecco che anche io sento di cambiare, maturare, volere cose diverse, volere maggiore stabilità. Eppure non è staticità che voglio. Da troppo tempo certi aspetti della mia vita sono rimasti stagnanti, come se li avessi forzatamente sospesi in un limbo in attesa di venire riscoperti a tempo debito. A volte mi sento davvero come la bella addormentata in attesa del bacio del principe azzurro. E mi rendo conto che è una cosa abbastanza stupida da pensare ma sento che c'è qualcosa di molto profondo e ben nascosto in me che aspetta di venire alla luce, di permettermi di voltare pagina una volta per tutte, di iniziare una nuova fase della mia vita.

E mi ritrovo a riascoltare vecchie canzoni legate a ricordi particolari e mi stupisco di come oggi riescano invece ad assumere colori nuovi, associazioni uguali e diverse allo stesso tempo. Il mio cuore evidentemente non è cambiato poi molto, solo la meta è un po' diversa. Una volta forse ero più paziente, più mite nel rapportami alle questioni sentimentali. Ora vorrei che tutto fosse come una splendida fiamma, qualcosa di travolgente e unico e invece mi ritrovo in una situazione assurda che sembra non portare dal nessuna parte. E' una bilancia in bilico tra il tacere e il pazientare da una parte e l'agire e rischiare dall'altra. E' da mesi che mi interrogo e ancora non so che fare...se rischiare di rovinare tutto o buttarmi e magari prendermi una porta in faccia. Se solo gli uomini si svegliassero un po'??!! Ma tocca fare tutto a noi??

Vi lascio con uno splendido quadro di Tristano e Isotta, coppia che da qualche tempo continua a tornare nei miei pensieri e nelle mie giornate. Hanno un posto davvero speciale nel mio cuore :) Buon weekend a tutti voi!!

postato da: -Elbereth- alle ore 13:13 | Permalink | commenti (34)
categoria:sussurri nel vento
venerdì, 05 ottobre 2007

Tratto da "Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint-Exupéry.

In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo..."
"Chi sei?" domando' il piccolo principe, "sei molto carino..."
"Sono una volpe", disse la volpe.
"Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, sono cosi' triste..."
"Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomestica".
"Ah! scusa", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
"Che cosa vuol dire <addomesticare>?"
"Non sei di queste parti, tu", disse la volpe, "che cosa cerchi?"
"Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
"Che cosa vuol dire <addomesticare>?"
"Gli uomini" disse la volpe, "hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?"
"No", disse il piccolo principe. "Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "<addomesticare>?"
"E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire <creare dei legami>..."
"Creare dei legami?"
"Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro' per te unica al mondo".
"Comincio a capire" disse il piccolo principe. "C'e' un fiore... credo che mi abbia addomesticato..."
"E' possibile", disse la volpe. "Capita di tutto sulla Terra..."
"Oh! non e' sulla Terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembro' perplessa:
"Su un altro pianeta?"
"Si". 
"Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
"No".
"Questo mi interessa. E delle galline?"
"No".
"Non c'e' niente di perfetto", sospiro' la volpe. Ma la volpe ritorno' alla sua idea:
"La mia vita e' monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio percio'. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara' illuminata. Conoscero' un rumore di passi che sara' diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara' uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiu' in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e' inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e' triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sara' meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e' dorato, mi fara' pensare a te. E amero' il rumore del vento nel grano..."
La volpe tacque e guardo' a lungo il piccolo principe:
"Per favore... addomesticami", disse.
"Volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, pero'. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose".
"Non ci conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno piu' tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gia' fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu' amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
"Che cosa bisogna fare?" domando' il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po' lontano da me, cosi', nell'erba. Io ti guardero' con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' piu' vicino..."
Il piccolo principe ritorno' l'indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero' ad essere felice. Col passare dell'ora aumentera' la mia felicita'. Quando saranno le quattro, incomincero' ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro' il prezzo della felicita'! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro' mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti".
"Che cos'e' un rito?" disse il piccolo principe.
"Anche questa e' una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'e' un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi e' un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Cosi' il piccolo principe addomestico' la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "... piangero'".
"La colpa e' tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..."
"E' vero", disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"E' certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?" 
"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".
Poi soggiunse:
"Va' a rivedere le rose. Capirai che la tua e' unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalero' un segreto".
Il piccolo principe se ne ando' a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e' per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si puo' morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e' piu' importante di tutte voi, perche' e' lei che ho innaffiata. Perche' e' lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perche' e' lei che ho riparata col paravento. Perche' su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perche' e' lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perche' e' la mia rosa".
E ritorno' dalla volpe.
"Addio", disse. 
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale e' invisibile agli occhi".
"L'essenziale e' invisibile agli occhi", ripete' il piccolo principe, per ricordarselo.
"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi' importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurro' il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verita'. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
"Io sono responsabile della mia rosa..." ripete' il piccolo principe per ricordarselo.

postato da: -Elbereth- alle ore 19:01 | Permalink | commenti (23)
categoria:racconti poesie leggende