“I am half sick of shadows,” said The Lady of Shalott.
Ecco un insieme delle foto scattate ieri alla rievocazione storica medievale di Morimondo (MI)
Tra cavalieri e madrigali, mi sentivo proprio a casa mia...
“I am half sick of shadows,” said The Lady of Shalott.
Ecco un insieme delle foto scattate ieri alla rievocazione storica medievale di Morimondo (MI)
Tra cavalieri e madrigali, mi sentivo proprio a casa mia...
Fuoco. Manca fuoco in queste vene che un tempo ribollivano solo pensandoti. Manca aria, quella pura che si respira solo da bambini, dopo la pioggia, quando l'erba è bagnata e il cielo sembra un mare di acquerelli.
Dimentico le parole, mentre i pensieri fluttuano come bellissime geishe su un palcoscenico poco reale. Mi sono spogliata tante volte di tante vecchie carcasse, rossetto rosso e pallettes, raggi di luna e cortecce di velluto. E il sentiero a ogni giro è sempre più tortuoso e ogni volta lo specchio si infrange rivelando nuovi strati di pelle e di anima. E ancora non so chi sarò, e ancora mi manca quel mare che sognavo da piccola, quel mare di tempesta dove vivevano le sirene.
Mi sono inscatolata in tanti concetti, in tanti labirinti che invece di portare conoscenza hanno portato sterilità. Chiudo i libri, cancello i paroloni...solo incenso, un mortaio, e quella complicità che sentivo una volta strizzando l'occhio alla Luna. Sono stanca di fare la brava bambina.

Gira la ruota
e brucia nel cuore il falò di ciò che è stato.
Dall'umido della caverna, dal pulsare della roccia e dell'oscurità
emergo adorna di terra e tenere foglie,
baciata da una luna che trabocca di vita, magia, sensualità.
Le dita odorano di muschio e gelsomino,
i piedi affondando nel terreno cercando di diventare radici,
corde indistruttibili per collegare cielo e terra,
un ponte tra il passato e il futuro, la vita e il mistero.
Lascio che un vento solitario accarezzi la mia solitaria pelle,
lascio che mi sussurri ancora una volta una nuova favola,
nuove parole di coraggio ed eternità.
Il canto degli uccelli accompagnia la solenne marcia del crepuscolo
e io chiudo gli occhi per raggiungere le amate sponde di un'isola lontana ma così vicina, così presente, nel cuore.
E quando tutto attorno sembra vorticare senza senso,
quando tutto è un grido di nulla,
le corde di un animo antico cominciano a vibrare,
il cuore diventa un pulsante tamburo di ancestrali melodie,
il respiro una rete di luce che avvolge tutto ciò che è vero, tutto ciò che è per sempre.
Prendi la mia mano e danza con me...solo così posso vivere.
