In questi giorni sono stata vittima di ondate di nostalgia. Guardare vecchie foto, leggere vecchi stralci di vita virtuale, impronte ancora fresche, appena adagiate, su quel terreno ancora incerto che poi sarebbe diventato il MIO mondo, il mio cuore. C'era tanto entusiasmo, tanta magia sincera nell'aria e tante sorelle con cui condividere tutta la passione che ferveva. Sorelle che ancora mi accompagnano in questo cammino e altre che invece non erano che meteore passeggere. E poi vedo un buco nero, tutta la magia si spegne come tappata da una coltre di razionalità. Intraprendere nuove strade ma non sentirsi mai soddisfatti, farsi travolgere da chi sembra più esperto...per poi rendersi conto che era solo l'arroganza a parlare, solo arroganza e sterilità che cercava di invadere le mie vene. E ci sono parole che vorrei non aver mai detto, ci sono spazi di tempo che vorrei riacciuffare e ricolorare con colori veri. Ma anche questo mi è servito. Mi ha tolto l'aria fino a che l'apnea riportasse le cose nella giusta ottica.
Ed eccomi, Elbereth. La pazza lunatica che oggi dice nero e domani dice bianco. Quella che sta imparando a ritrovare l'entusiasmo, a ritrovare la luce, il ritmo magico che l'aveva incantata più di 5 anni fa. Quella che sta imparando a fregarsene del parere degli altri. Quella che sta imparando a lottare contro se stessa per volersi bene, nonostante tutto. Odiatemi, disprezzatemi, ridete di me. Non mi importa più. Voglio curarmi solo di chi mi vuole bene, di chi mi conosce per quella che sono davvero. Quelli che sanno vedere e amare tutti i miei arcobaleni tra il nero di ieri e il bianco di domani.

