Ho voglia di gridare, squarciare questo cielo limpido con nuvole nere, nuvole di lampi e pece. Solo arcani mormorii di canti silvestri a placare questo cuore schiacciato dal vuoto, dall'ansia che si insinua sempre più profondamente nella carne. Solo la Madre continua a protendere la sua mano di tenebra e incanti verso il mio viso adombrato, solo Lei ad alimentare i sogni nascosti in grotte profonde, la linfa di magia che scorre untuosa nelle vene.
E mi sento così impenetrabile. Quando ho eretto delle mura così alte, delle lame così taglienti a proteggere questa fragile anima? Ero più forte nel dolore. Nell'assenza dell'essere, dell'agire, mi sono irrigidita, congelata, svuotata. E c'è solo angoscia a far fremere queste ali, solo paura di fronte allo specchio della realtà.
Mi chiedo se la mia pelle si risveglierà mai sfiorata dall'amore, se i miei occhi ritroveranno la luce cristallina che forse non hanno mai conosciuto. Se imparerò a dominare questa instabilità interiore, quest'implacabile ansia che mi divora pian piano...vorrei fermare le lancette, ammutolire questo ticchettìo insaziabile. Mi lascerei cadere, se qualcuno mi afferrasse in volo.

categoria:malinconie di crepuscolo

